Di fronte alle critiche su una tv «schierata», il nuovo presidente Dmitrij Medvedev si è tolto d’impaccio affermando recentemente che la televisione russa «è una delle migliori del mondo per quanto riguarda la qualità e la tecnologia usata». Il direttore del canale TVZ che ospita «il popolo vuole sapere», Mikhail Ponomaryov, ha ammesso candidamente che lui esegue semplicemente gli ordini: «Se il proprietario della compagnia dice che non dobbiamo mostrare una persona, io non posso che adeguarmi». Ponomaryov sembra dimenticare che la sua rete sarebbe, formalmente, di proprietà del comune di Mosca (al 99,2 per cento) e quindi pubblica.
Quando in Thailandia i pesticidi non riuscivano più a contenere l’espansione delle locuste, il governo si rivolse ufficialmente ai cittadini: “Mangiatele”.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Una norma “ad personam” secondo l’opposizione. Sospetto a cui sia il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri che Paolo Romani, sottosegretario con delega alla Comunicazione, respingono piccati: “Non è vero”.
Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d’Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.